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Lo psicologo
Ho pensato fosse opportuno fornire alcune chiarificazioni su una figura che sta acquisendo sempre maggiore spazio nel nuovo scenario.
Ritengo si tratti di un processo derivante dalla maggiore e continua acquisizione di conoscenze rispetto al ruolo e ai compiti che lo psicologo è in grado di svolgere. La strada da compiere è ancora lunga! Spesso infatti mi capita, alla prima telefonata di contatto, o al primo colloquio, che mi siano riferite perplessità circa il lavoro da svolgere con lo psicologo:«Cosa faremo? In che cosa consiste?...... Non ho proprio idea di cosa significhi andare dallo psicologo!». Mi sono così chiesta se questa ridotta conoscenza derivi esclusivamente dalla giovane età della scienza psicologica, o non sia da attribuire anche (o soprattutto) al mancato impegno di noi psicologi di trasmettere quelle che sono le nostre competenze, che comunque raggruppano un range piuttosto ampio e variegato di attività.
Sono in molti a considerare ancora lo psicologo come colui che cura persone mentalmente insane: in realtà si può chiedere aiuto anche per una situazione di lutto, per un periodo di transizione quale il sopraggiungere della menopausa, o per la difficile fase adolescenziale, e in qualità di genitore/i si può chiedere laiuto dellesperto come guida nelleducazione o nei momenti di crescita di un bambino o di un adolescente, ma anche per situazioni di stress più o meno acuto, situazioni, quindi, che rientrano nella normalità di ognuno di noi.
E' normale e non sintomo di pazzia o anormalità sentire il bisogno di una guida nel difficile cammino che la vita rappresenta.
E' opportuno sottolineare che vi sono competenze professionali diverse legate all'indirizzo formativo che hanno una finalità professionalizzante, ossia forniscono strumenti teorici e metodologici specifici. Voglio, a questo proposito, soffermarmi sulla figura dello psicologo clinico, poiché è il mio ambito di formazione, per spiegarne e chiarirne le competenze.
Lo psicologo clinico
è uno psicologo che si occupa in modo particolare della sofferenza psicologica e dei disturbi mentali. Con il suo lavoro mira a promuovere e mantenere la salute mentale e a prevenire e risolvere situazioni di carenza di salute di singoli individui, coppie e famiglie.
Un buon psicologo clinico ha una conoscenza approfondita dei meccanismi psicologici della sofferenza e della salute mentale, delle trasformazioni connesse alla crescita e all'invecchiamento, delle dinamiche familiari, delle strategie e dei metodi utili per conoscere e soddisfare i bisogni psicologici dei clienti. Possiede conoscenze non solo su come riconoscere e curare le patologie psichiche, ma su come le persone percepiscono gli oggetti e conoscono se stessi e gli altri, su come imparano, ricordano, prevedono, ragionano, risolvono problemi, decidono e comunicano, su come iniziano, mantengono e interrompono vari tipi di rapporti formali e informali con altre persone. Queste conoscenze sono comprensibilmente preziosissime per fornire un aiuto calibrato sulle persone, che non si adatta semplicemente al sintomo ma alla personalità totale del paziente.
dr.ssa Luana Rizzi
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