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Ipnosi Clinica
Che cos'è l'ipnosi?
Esistono tecniche diverse di utilizzazione, che rispecchiano la sua storia e le tante figure che ad essa si sono avvicinate. Sostanzialmente è possibile definire l'ipnosi come la possibilità, non solo di strutturare uno stato mentale alternativo allo stato di veglia, ma anche un modo differente di utilizzare le proprie risorse mentali, un modo di comprendere e vivere la realtà, ed inoltre un modo di usare la fantasia e la creatività per affrontare e superare problemi e limiti.
Cervello e ipnosi
Il nostro cervello si divide in due parti definite emisferi: quello sinistro specializzato nella formulazione del linguaggio, razionale e logico; quello destro legato all'intelligenza emotiva, istintivo, utilizzato dall'immaginazione, dalla fantasia e dalla creatività. L'ipnosi permette all'emisfero sinistro "razionale" di equilibrarsi con l'emisfero destro "emotivo", di rigenerarsi, per ripartire al meglio delle sue possibilità. Vivere l'ipnosi, abbandonarsi alla trance, è entrare in uno stato mentale alternativo durante il quale, senza perdere il controllo di noi stessi e dei nostri pensieri, raggiungiamo uno stato di benessere psicofisico e di rilassatezza rigenerante per tutto il nostro essere.
Ipnosi Ericksoniana
Milton Erickson è stato il più grande studioso dell'ipnosi dell'epoca moderna, la cui opera rimane il maggiore esempio di approccio ipnotico privo di fronzoli esoterici.
Il punto di forza del suo approccio sta nella flessibilità: egli sosteneva, infatti, che le tecniche per indurre la trance ipnotica (più o meno profonda) sono tante quanti i singoli pazienti: ogni persona è sensibile a particolari stimoli verbali o fisici, in grado di porlo in uno stato di coscenza diverso da quello di veglia. Nell'indurre l'ipnosi si evita di stabilire un vero e proprio protocollo di passi da seguire uno dopo l'altro, ma si trova il miglior approccio al paziente, intuendo le aree della sua vita mentale più bisognose di aiuto e di più facile e proficuo accesso. Trovate queste aree l'ipnotista guida il paziente nell'esplorazione e nella scoperta del sé. L'ipnotista, quindi, si comporta come una macchina di bio-feedback, la quale trasmette e si adegua immediatamente a quanto sta avvenendo.
L'approccio di questo autore deve, comunque, molto alla sua personale esperienza e alla riabilitazione che dovette intraprendere a seguito di una paralisi totale. Tale esperienza influenzò profondamente il suo modo di essere e di pensare; da lì in poi egli dedicò la sua vita allo studio dei meccanismi mentali, che rendono possibile la comunicazione con il livello di memoria inconscio ed organico, sottostante al livello razionale, ma capace di influenzare quest'ultimo in modo determinante.l
dr.ssa Luana Rizzi
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